Riabilitazione

pavimento pelvico

 

 

 

Riabilitazione pavimento pelvico

Responsabile: Dr. Giuseppe Maione

 

Sede

Cesano Boscone (Mi)

P.zza Mons. Luigi Moneta, 1

 

Contatti: 

chirurgia@ambrosianacdc.it 

 

 

 

 

 

 

 

Orari

dalle 15.00 alle 17.00,  nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.

 

Per informazioni contattare il numero 348.9258913

Per prenotazioni rivolgersi allo sportello Accettazione Ricoveri o contattare i numeri 02 45876200 – 02 45876258, dalle 08.00 alle 18.00.

In caso si desideri usufruire di rimborsi attraverso fondi o convenzioni è opportuno farne richiesta al personale di sportello.

 

 

Staff:

M.Teresa Anastasio

Enterostomista e Riabilitatrice del pavimento pelvico,

Coordinatrice infermieristica del reparto di Chirurgia

 

Perchè la riabilitazione del pavimento pelvico?

Capita di avere piccole perdite di urine o gas durante uno starnuto, un colpo di tosse, una risata, o mentre si solleva un peso: situazioni che possono creare imbarazzo, problemi di relazione, fino a sindromi depressive e che, con il tempo, possono peggiorare.

Gli spot pubblicitari invitano a risolvere il problema  utilizzando assorbenti che ci “mantengono asciutti e limitano gli odori”,  questo tipo di soluzione però può rendere la persona sempre più dipendente dal pannolino, che dovrà essere sempre più assorbente (leggi “grande”).

Nell’evoluzione della specie umana, gli organi pelvici (utero, vescica, retto), adattandosi alla posizione eretta,  si sono trovati nella parte più bassa della cavità addominale. Questi organi vengono sostenuti da un complesso di muscoli e di legamenti che si intrecciano fra loro (il pavimento pelvico). Le aperture degli organi pelvici, ossia l’uretra dalla vescica urinaria , la vagina dall’utero e l’ano dall’intestino, passano attraverso i muscoli del pavimento pelvico la cui funzione quindi, oltre che di sostegno è quella di partecipare all’azione degli sfinteri (trattenere urine e feci) e contrastare gli aumenti di pressioni intra-addominali dovuti dagli incrementi di carichi (come sollevare le borse della spesa, prendere in braccio un bambino, tossire, starnutire).

 

La gravidanza, il parto, attività lavorative o sportive che comportano il sollevamento di pesi, variazioni ormonali come la menopausa, una scarsa attività fisica, la tosse cronica, interventi chirurgici ginecologici, proctologici ecc., creano condizioni che, con il tempo, possono causare la perdita del tono dei muscoli del pavimento pelvico, provocando una discesa degli organi pelvici (prolasso) e/o una riduzione delle capacità sfinteriali.

 

I sintomi più frequenti che manifestano una cattiva funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico sono legati quindi alla incapacità di trattenere le urine, le feci o i gas, ma si possono manifestare anche con necessità di urinare spesso (più di 8 volte nelle 24 ore), in assenza di infezioni urinarie, con difficoltà a svuotare completamente la vescica, con senso di peso, con dolore durante o dopo i rapporti sessuali, con diminuzione della percezione sessuale, con mancata percezione dello stimolo evacuativo, con difficoltà a svuotare l'ano dalle feci.

La disfunzione del pavimento pelvico modifica spesso la qualità di vita di chi ne è afflitto, peggiorando notevolmente più aspetti della vita quotidiana (sociale, lavorativa, sessuale), NON TUTTI SANNO CHE IL PAVIMENTO PELVICO E’ UN’INSIEME DI  MUSCOLI PREVALENTEMENTE VOLONTARI, E CHE COME TALI,  CON UN TRATTAMENTO RIABILITATIVO MIRATO, POSSONO ESSERE  POTENZIATI PER  PREVENIRE SITUAZIONI SCONVENIENTI.

Il primo approccio per la cura di questi sintomi è una visita specialistica (urologo, ginecologo, proctologo), che escluda la presenza di malattie organiche.

La riabilitazione del pavimento pelvico può essere definita come un insieme di tecniche specifiche di tipo conservativo (non si tratta di metodiche chirurgiche e/o farmacologiche) e si avvale del supporto della biotecnologia, che contribuisce a prendere coscienza e a potenziare le capacità muscolari, anche in maniera passiva.

Le tecniche per prevenire le disfunzioni e riabilitare il pavimento pelvico sono le seguenti:

  • CHINESITERAPIA PELVI-PERINEALE: Il primo passo è quello di rendere cosciente il paziente della propria area perineale (presa di coscienza). Una volta che questi ha la consapevolezza che il proprio perineo esiste e riesce a "muoverlo", si verifica l'eventuale interfenza di muscoli accessori quali i glutei, gli addominali, gli adduttori che durante l'attività perineale devono essere inibiti. In questa prima fase, è utile capire il rilassamento e il tipo di respirazione della persona e, una volta coordinata l'area perineale, si può iniziare la parte attiva di rinforzo muscolare. Si tratta di eseguire una serie di esercizi mirati a incrementare la forza dei muscoli del pavimento pelvico. Le aree da trattare, a seconda delle varie situazioni locali, sono la vagina, l'ano o entrambi. Le sedute successive vengono utilizzate per cercare di creare l'automatizzazione dei muscoli del perineo: durante le attività quotidiane, in relazione a movimenti o incrementi pressori, si deve attivare automaticamente il gruppo muscolare del pavimento pelvico (terapia comportamentale). Il lavoro muscolare (training) domiciliare è d'obbligo, sia in corso di terapia per garantirne il successo, sia dopo, come sostegno per mantenere nel tempo i risultati raggiunti. Il rinforzo sfinterico-muscolare perineale porta giovamento a tutto l'apparato uro-ginecologico e anale, perché l'aumento del trofismo del muscolo permette un buon sostegno dei visceri pelvici.

  • BIOFEEDBACK TERAPIA: questa tecnica si avvale dell'utilizzo di una sonda a palloncino, collegata con un'apparecchiatura dotata di uno schermo sul quale viene riprodotto il lavoro del paziente. In questo modo, la persona ha una visione di ritorno di quello che sta facendo e, quindi, ha la possibilità di vedere se esegue correttamente l'esercizio affidatogli dal terapeuta ed eventualmente di correggersi. Un segnale sonoro può accompagnare l'errore. Si ha così l'intreccio di segnali visivi, sonori e tattili.

  • STIMOLAZIONE ELETTRICA FUNZIONALE: è una stimolazione passiva, effettuata mediante l'utilizzo di correnti elettriche bifasiche, tramite elettrodi posizionati su sonde vaginali e anali, e ha l'obbiettivo di produrre meccanismi riflessi che possano riorganizzare processi neurofisiologici. La stimolazione elettrica funzionale esercita effetti positivi sui meccanismi di chiusura dell'uretra, sull'inibizione del detrusore (vescica) nell'incontinenza urinaria, a livello degli sfinteri anali nell'incontinenza anale, nelle sindromi dolorose perineali.

 

Il trattamento riabilitativo, prevede una prima visita con il terapeuta, il quale informa il paziente, con materiale scientifico di supporto, circa l'area da trattare e le varie possibilità di approccio terapeutico. Viene quindi compilata una scheda-paziente attraverso la quale vengono raccolti tutti i dati necessari ed impostato il programma riabilitativo.

Il ciclo di trattamento riabilitativo può variare: in genere con 5 sedute il paziente viene messo in grado di eseguire le tecniche necessarie e gli esercizi per attuare una buona prevenzione e risolvere i primi disturbi; 10 - 12 sedute possono essere necessarie nel caso in cui vi sia già una disfunzione o fenomeni di prolasso. I tempi di terapia vengono concordati e stabiliti in relazione al problema da trattare e alla risposta del paziente. Per eseguire la terapia è necessaria una sonda vaginale o rettale  ad uso personale che può essere acquistata in sede. La cadenza delle sedute è almeno bisettimanale con durata di mezz'ora ciascuna.

Il successo della terapia è legato a diversi fattori: prima di tutto all'impegno e alla collaborazione del paziente nell'eseguire la terapia, soprattutto quella domiciliare, di grande supporto durante il trattamento e fondamentale per mantenere nel tempo il risultato ottenuto,  migliorando la qualità della vita.

 

Non ultimo si consideri il risparmio, che a lungo andare si ottiene: eliminando l’uso (peraltro fastidioso) di assorbenti e salva-slip che, nel tempo, in assenza di intervento, è destinato ad aumentare.

 

 

 

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